I reni dei nostri gatti di casa sono bersagliati da tanti, insidiosi nemici, che possono mettere a rischio la loro salute, specie in tarda età. Un modo per proteggerli è quello di attuare adeguate e precoci misure di rinforzo e protezione.

A cura di INNOVET

Malattia renale cronica: il “killer invisibile” del gatto

In confronto al cane, il gatto soffre tre volte di più di problemi renali. Tanto che per i mici delle nostre case, la cosiddetta malattia renale cronica rappresenta la prima causa di morte, specie dopo i 12 anni di età.

Una malattia, quella che colpisce i reni, causata da tanti e diversi fattori: infezioni, malattie congenite, problemi vascolari, tumori, calcoli, malattie immunitarie e metaboliche (diabete), farmaci e sostanze tossiche. L’invecchiamento stesso può determinare un progressivo malfunzionamento di questi organi, fino a esaurirne completamente le vitali funzioni di filtrazione e depurazione. Non è per niente facile capire in tempo quando i reni dei nostri gatti cominciano a funzionare male e, quando ce ne accorgiamo, molto spesso è troppo tardi.

Se il nostro gatto ci appare visibilmente più magro, vomita di frequente, mangia svogliatamente, beve e urina più del normale, è molto probabile che almeno due terzi dei nefroni (le unità funzionali del rene) siano già distrutti e quelli che ancora rimangono attivi stiano gravemente soffrendo per il sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti. Ecco perché la malattia renale cronica è il “killer invisibile” dei nostri felini domestici: non dà segno di sé, se non quando il danno è così avanzato da aver esaurito anche la “capacità di riserva” del rene ed essere praticamente inarrestabile e irrimediabile.

Primo passo: riconoscere i primi segnali di pericolo

Per avere la certezza che i nostri gatti hanno problemi renali sono indispensabili le indagini di laboratorio. Da proprietari, però, è possibile fare molto per aumentare aspettative e qualità di vita dei nostri amici felini. Cominciamo non sottovalutando quei segnali e comportamenti che indicano fin da subito un cattivo funzionamento dei reni.

Ad esempio, se ci accorgiamo che la ciotola dell’acqua si svuota più rapidamente o la lettiera del nostro gatto ha bisogno di essere cambiata con maggior frequenza, allora significa che la loro sete è aumentata. Non dobbiamo inoltre trascurare un eventuale appetito “capriccioso”, un comportamento più stanco e apatico, una cute poco idratata e un alito cattivo. Si tratta di segnali di pericolo che possono comparire anche molti anni prima dell’insufficienza renale vera e propria e che, quando prontamente valutati e affrontati, si trasformano nei “salvavita” dei nostri gatti.

Protezione e Prevenzione: le due “P” vincenti

Proteggere i reni e prevenirne o rallentarne il malfunzionamentoancor prima che compaiano segni visibili di danno, significa aumentare considerevolmente la qualità di vita dei nostri amici felini. Per la salute dei reni, in particolare, il primo passo è sicuramente quello di monitorare il lavoro che stanno facendo questi organi vitali. Fondamentali, pertanto, i controlli medici annuali (possibilmente semestrali, se il gatto è anziano) di sangue e urine: esami semplici, da eseguire in maniera periodica e costante, per evidenziare quei valori (es. creatinina, urea) che si alterano diversi mesi prima che il gatto inizi a mostrare evidenti segni clinici e che ci dicono a che velocità sta viaggiando la malattia renale dei nostri compagni di vita.

Importante anche trovare la giusta alimentazione (es. a basso tenore proteico), ridurre il carico di stress, individuare strategie che favoriscano l’assunzione di acqua o che limitino l’assorbimento intestinale di fosforo e scorie azotate, proprio nel tentativo di evitare al massimo il sovraccarico del rene. La Ricerca nel settore della Nutrizione animale ha inoltre fatto passi da gigante anche nel settore nefrologico veterinario, identificando sostanze in grado di esercitare effetti di rinforzo e protezione sull’intero tratto urinario, reni innanzitutto. La sostanza più innovativa e sicura è la PEA (palmitoiletanolamide): un lipide presente in vari alimenti, ma soprattutto prodotto “a richiesta” dai tessuti (rene compreso), allo scopo di proteggerli e recuperare “secondo Natura” l’equilibrio interno (omeostasi).

Quando somministrata per via orale, la forma attiva e più biodisponibile della PEA (PEA ultra-micronizzata, PEA-um) si è dimostrata in grado di normalizzare la funzionalità del rene e potenziare i meccanismi naturali di controllo dell’infiammazione e del dolore. Infine, associata a sostanze anti-ossidanti (es. silimarina), aiuta a proteggere i reni dallo stress ossidativo che aggrava il decorso della malattia renale cronica.

Fonte: INNOVET – Autore: Valeria Pantaleo (Med Vet, LP, Padova)

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